Sanremo 2023: una settimana dopo

 

Sono mesi che voglio riprendere o, meglio dire, iniziare a scrivere sul blog.
Prima ho pensato che dovesse scrivere ogni mese.
Poi ogni settimana. Ma prima di tutto bisogna iniziare.Allora perché non farlo adesso?
A Febbraio, in un mese a caso.
Con un tema popolare (forse banale) come Sanremo.
E con ritardo rispetto all’argomento di questa mail.

Insomma non un ottimo inizio! 🙂
Ma sempre meglio fare che aspettare che sia tutto perfetto!

Passiamo all’argomento di oggi: Sanremo.

Secondo te, ti parlerò di musica?
Assolutamente no 😉 Non è il mio forte!
(almeno così dicono le mie amiche).

Ho raccolto dei punti, a mio avviso, interessanti relativi a come il marketing ha sfruttato il Festival e come questo evento ha sfruttato il marketing 😉

CROSS-MEDIALITÀ

La parola chiave di questo Sanremo per me è stata CROSS-MEDIALITÀ, ossia la possibilità di comunicare attraverso diversi canali, sfruttando le potenziali di ogni strumento.

Per farti un esempio: H&M non fa distinzione clienti online e offline (in negozio).

Per H&M tutti sono clienti, anche se sa esattamente come si comportano sui diversi canali.
Giovanni , pensa che già da tempo H&M incrocia, per ogni utente, i dati di acquisto sullo shop online e in negozio.
In questo modo, l’azienda sa esattamente se Mario Rossi acquista in negozio dopo aver fatto un cambio, se acquista online dopo che è stato in negozio, se acquista in negozio quando riceve una mail promozionale.

Anche il Festival di Sanremo non è più solo un evento che utilizza come principale canale di trasmissione la televisione.
In particolare quest’anno ha coinvolto diversi canali, influencer e brand sia sul palco, sia in trasmissioni correlate, sfruttando così la loro visibilità e raggiungendo in modo più capillare gli utenti.

Due “strumenti” di comunicazione che hanno sfruttato sono:

I podcast e gli influencer

Alice Venturi (348k follower) e Camihawke (1,3 mln), anche quest’anno, hanno curato il podcast ufficiale di Sanremo per Spotify con Tutte le volte che – Sanremo di Edition. Il podcast originale delle due conduttrici (Tutte le volte che) conta 5.300 voti con una media d 4.7.

Ogni mattina hanno commentato i momenti salienti della serata di Sanremo precedente con i loro toni friendly e il loro umorismo.

Per comunicarlo alla loro community non hanno semplicemente fatto un post e qualche storia, ma un reel che richiama un trend di qualche settimana fa (acqua in bocca) facendo una “blind reaction ai filtri”. Lo puoi vedere qui 😉

“Muschio Selvaggio” , il podcast ideato da Fedez (14,5 mln) e Luis Sal (2,2 mln) che conta 1,11 milioni di iscritti e oltre 177 milioni di visualizzazioni. Al loro tavolo si sono alternati ospiti diversi per raccontare il Festival di Sanremo.

Ogni pomeriggio la puntata registrata è andata in onda su Rai Due.

IL DEBUTTO

Ma quest’anno ci sono stati due debutti importanti:
quello di Chiara Ferragni e quello di VeraLab.

IL BRAND CHIARA FERRAGNI

Chiara Ferragni (28,8 mln di follower), la fashion influencer che ha co-condotto la prima e l’ultima serata.

Lo so bene che tutto ciò che la Ferragni ha portato sul palco, dagli abiti e alle sue parole fino alla decisione di devolvere il suo compenso, è stato studiato a tavolino e non è solo opera sua.
Chiara Ferragni è un brand e come tale deve essere trattato.
Non avrebbe potuto permettersi di essere presente solo fisicamente.
Doveva andare oltre. Doveva essere ricordata.

Per valutare il suo impatto mediatico, faccio riferimento al MIV (Media Impact Value), un’unità di misura brevettata da Launchmetrics per analizzare le performance dei brand. Il Miv serve, quindi, a misurare l’impatto dei brand.

Da sola, Chiara Ferragni ha registrato 39 milioni di euro in Miv.
Ma ne hanno beneficiato sia Sanremo che i brand scelti per i look: 9,3 milioni di euro di Miv per Dior, 3 per Schiaparelli.
Il Festival, invece, ha registrato un +133% rispetto all’anno scorso con 310 milioni di euro in Miv.

IL BRAND VERALAB

VeraLab, il brand dell’Estetista Cinica con oltre 62mln di fatturato, dopo aver illuminato piazza Duomo con il suo albero di Natale, ha fatto un altro importante investimento.
È stato skincare sponsor di Sanremo e ha deciso di approfittare dell’occasione per lanciare il suo spot pubblicitario in tv in prima serata, su Rai1, durante il Festival di Sanremo.
Insomma un’occasione non da poco.
Dello spot di parlerò a breve (ti anticipo che non mi è piaciuto). Prima voglio farti notare come anche VeraLab abbia sfrutta la cross-medialtà e, quindi, la potenza degli amici influencer del brand.Prima di tutto ha invitato gli amici influencer del brand che da tempo sponsorizzano gli eventi e i prodotti.
L’invito ovviamente è instagrammabile! 😉

VeraLab non si è fermata ad essere presente in tv e su social, ma ha reso la sua partecipazione spunto di passaparola anche in città. Un trenino con i colori del brand ha girato per le vie di Sanremo portando con sé il mondo del marchio e gli influencer che lo sponsorizzano.

Inoltre, durante le giornate del Festival, 3 prodotti iconici VeraLab sono stati protagonisti di 3 installazioni in città.

Ha anche lanciato un concorso che trovi qui
Chi faceva un ordine nell’ultima settimana di gennaio partecipava all’estrazione di due biglietti per la finale del festival.

LO SPOT

E arriviamo finalmente allo spot che non mi è piaciuto.
Lo trovi qui.
Un spot che sicuramente richiama i valori del brand legati al concetto di base per cui la pelle perfetta non esiste in natura 🙂
È stato, sicuramente, uno spot sincero e reale come lo è anche il brand che normalizza la pelle di ogni donna, con i suoi difetti.Tuttavia, mi aspettavo un contenuto più esplosivo e con un tono più frizzante, tipico del brand.
Se non ci fosse stato il logo di VeraLab, non sarei riuscita a collegare lo spot all’azienda.
I colori sono molto spenti, come lo è anche il tono, rispetto a quelli utilizzati su tutti gli altri canali (in particolare il rosa-fucsia acceso).
Purtroppo l’audio della bambina è poco chiaro e, a mio parere, la madre e la figlia si assomigliano poco per comprendere da subito il legame familiare (escludendo, chiaramente, l’eventuale adozione).
Guardando uno spot di pochi secondi, il messaggio devono essere uno ed immediato, altrimenti il rischio è di non comprenderlo appieno.

Inoltre, effettivamente, c’è un altro problema che forse tu non conosci.
VeraLab è il brand di Cristina Fogazzi (Estetista Cinica). I suoi prodotti portavano il nome di Estetista Cinica e, lentamente, hanno cambiato nome in “VeraLab”, ma questo passaggio non è stato facile e non è ancora terminato.
L’Estetista Cinica è ancora una risorsa trainante del brand VeraLab.
Paradossalmente, avrei sfruttato la sua figura e il suo carisma in un piccolo angolo dello spot.

#mytwocents

Non solo brand con milioni di follower 😉

Per gli esempi precedenti ho indicato qualche numero (follower, visualizzazioni, iscritti). Questi numeri non bastano per far crescere il fatturato (anche se sono utili), ma sono sicuramente importanti nei casi in cui vogliamo aumentare la visibilità.

Tra i brand che seguo c’è Fiorillo, un’azienda calabrese produttrice di prodotti per l’igiene della casa e della persona.
Da qualche anno, sui social e con le affissioni canta le canzoni più famose di Sanremo con un gioco di parole che racconta i benefici dei prodotti.

Eccone un esempio!

In particolare, quest’anno, abbiamo offerto le spedizioni gratuite per tutti gli ordini effettuati durante la settimana di Sanremo con un messaggio semplice: tu stai comodo sul divano a guardare il Festival. A portare i detersivi a casa tua, ci pensiamo noi.

Una semplice ma utile promo e un copy accattivante, che spiegasse il perché della promozione, hanno funzionato.
Continuando a fare anche altre attività (advertising, marketing automation, copywriting per il blog, comunicazione sui social, nei primi 12 giorni di Febbraio abbiamo superato il fatturato di tutto il mese di febbraio 2022.

2023-02-18T12:35:15+01:00